Non sei “troppo sensibile”: sei umano

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Come trasformare la sensibilità in una forza, non in un difetto

Per anni, chi soffre di ansia si sente ripetere frasi come “sei troppo sensibile”, “ti fai troppi problemi”, “prendila con più leggerezza”. A lungo andare, queste parole diventano una lente attraverso cui guardare se stessi: qualcosa in me non va, reagisco “troppo”, sono esagerato.

Ma la verità è che la sensibilità non è un difetto. È un modo diverso di percepire il mondo: più dettagli, più sfumature, più informazioni da gestire. È naturale che un sistema nervoso più attento possa, in alcuni momenti, andare in sovraccarico.

L’ansia, spesso, è il risultato di questa sensibilità non compresa né guidata. Non è debolezza, è mancanza di strumenti.

Immagina una persona con un udito molto più sviluppato della media. Sentirà rumori che altri non notano, sarà disturbata da suoni che per gli altri sono semplici “rumori di fondo”. Dire a questa persona “non farci caso” non è una soluzione. Servono protezioni, strategie, consapevolezza. Con l’ansia funziona allo stesso modo.

La sensibilità diventa un problema solo quando viene vissuta come un errore.
Se inizi a considerarla una caratteristica da conoscere, rispettare e proteggere, cambia completamente il suo significato.

Essere sensibili significa:

  • percepire prima degli altri i cambiamenti nelle relazioni
  • cogliere segnali sottili nelle espressioni e nei toni
  • accorgersi del clima emotivo di un ambiente
  • avere una grande capacità di empatia

Queste sono risorse enormi, soprattutto se impari a non usarle contro di te.

L’ansia ti porta a interpretare ogni segnale come pericolo.
La sensibilità ti permette di percepirlo.
La combinazione dei due crea fatica, paura, ipercontrollo.

Ma la stessa sensibilità, se accompagnata da strumenti adeguati, ti permette di:

  • scegliere relazioni più sane
  • proteggerti da ambienti tossici
  • riconoscere in anticipo quando stai andando oltre i tuoi limiti
  • prenderti cura di te prima di arrivare allo sfinimento

Non sei “troppo sensibile”: sei stato lasciato solo a gestire da solo un carico emotivo che nessuno ti ha insegnato a sostenere.

Il primo passo per trasformare la sensibilità in forza è smettere di colpevolizzarti per ciò che provi. Non devi diventare più duro, più freddo o più indifferente. Devi diventare più gentile con te stesso.

L’ispirazione non nasce dal negare la difficoltà, ma dal guardarla in modo nuovo:
la parte di te che oggi ti fa soffrire è la stessa che, con gli strumenti giusti, ti renderà capace di relazioni profonde, scelte consapevoli e grande autenticità.

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